Merano WineFestival 2025. Decantico c’era!

A Merano non si arriva per sbaglio. Merano si attende, si brama, infine si gusta. E soprattutto Merano non delude mai.

Sarà per le etichette in degustazione, sarà per la scenografia da jet set alpino, qualunque sia il motivo, una cosa è certa: il Merano WineFestival è nella top list degli eventi enologici da non perdere.

È il pellegrinaggio laico di tutti gli enoaddicted: impeccabili Master of Wine, produttori indefessi, buyers incalliti, sommelier in cerca di conferme e influencer in cerca di like. Professionisti, appassionati e rotatori di calici che per nei primi giorni di novembre si aggirano tra Kurhaus e dintorni con il calice in mano, ognuno perfettamente convinto del proprio ruolo nella catena alimentare del vino.

Cinque giornate dedicate alle eccellenze selezionate dalla guida The WineHunter, eccellenze che, a dirla tutta, ormai si selezionano da sole, habituée delle passerelle di questa kermesse. L’unico imbarazzo è dover scegliere dove cominciare.
Il venerdì TasteTerroir bio&dynamica, orgoglio sostenibile, ha esposto tutto ciò che fermenta con coscienza ecologica: biologico, biodinamico, naturale, PIWI, orange… Novità dell’anno: le referenze no-low. Chi si avvicina incuriosito e chi resta diffidente e le osserva come un vegano alla cena del ringraziamento. Ma anche loro sono lì, e questo già basta.

Da sabato a lunedì 300 cantine italiane, 50 straniere, con una folta rappresentanza georgiana.
Martedì gran finale di bollicine con Catwalk Champagne&more: oltre 120 etichette, eleganza, perlage e quella levità che è sempre gradita.

La GourmetArena, fedele al ruolo, resta la cambusa di lusso: tra un calice e l’altro dispensa piccoli assaggi di eccellenze gastronomiche che ricordano a tutti che, per quanto si voglia essere professionali, non si beve mai a stomaco vuoto.

Se vi siete persi l’appuntamento di quest’anno, ecco una selezione di tre etichette VIP, non certo economiche, ma perfettamente in tono con il mood enochic del MWF.
Tre bottiglie da considerare per le feste imminenti, quando anche il pranzo con i parenti merita un brindisi memorabile.

Maso Martis Madame Martis Brut Riserva Millesimato Bio 2015

Cuvée di Pinot Nero, Chardonnay e Meunier. Edizione limitata, charme illimitato. Note da manuale: pasticceria, frutta secca, una sottile speziatura; sorso lungo e sapido, che quando svanisce, ammicca con il savoir faire di una diva che lascia il palcoscenico voltandosi appena, giusto il tempo di concedere un ultimo sguardo.

Appius San Michele Appiano 2020

Ogni anno diverso, ogni anno reinterpreta l’etichetta e l’assemblaggio delle uve. Chardonnay in prevalenza, arricchito da Pinot Grigio, Sauvignon e Pinot Bianco.
Nel bicchiere brilla. Profumi morbidi, burrosi, fruttati, speziati. Persistenza interminabile e l’elegante determinazione di chi sa di non dover dimostrare niente.

Costa Toscana Rosso IGP Suisassi Duemani 2021

L’annata 2021 conferma lo stile della casa: potenza controllata, eleganza decisa, nessuna incertezza. Pepe nero, mirtilli, viola, grafite; il sorso è ampio e avvolgente.
Se credete che il Syrah toscano non possa competere con i migliori interpreti mondiali… eccolo signori, la sfida è servita.

Al Merano WineFestival si arriva con aspettative alte e si esce con la sensazione che, sì, valeva anche quest’anno. Merito del vino? Dell’atmosfera? Non importa. L’importante è prenotare l’hotel per il 2026 prima che lo facciano tutti gli altri.

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