I 10 comandamenti per bere vino e vivere felici

In rete ne esistono diverse versioni. Ecco nella variante di Decantico i 10 Comandamenti del vino: il decalogo che ogni sommelier giura solennemente di rispettare, pena dover passare l’eternità nel girone degli astemi.

1) Bevi, degusta, ama

No alla “tracannata libera” (unica deroga la serata di degrado dettata di cause di forza maggiore quali matrimonio, divorzio o sciagure affini). Quando assaggi un vino, soffermati sempre sul suo colore e sui suoi profumi; cerca di scorgere le caratteristiche peculiari della tipologia che stai degustando; non occorre snocciolare la lista della spesa per stanare sentori di caponata o note di carciofo romanesco, sarà sufficiente chiudere gli occhi e godere.

2) Assaggia, degusta (repeat)

Assaggia, assaggia, assaggia! Il mondo del vino è un bazar in cui vagare per trovare sorprese inattese. Prova una nuova e diversa varietà di vino, stile, regione o paese. Bianco, rosso, rosato, orange, metodo classico, metodo Charmat, ancestrale, in acciaio, in legno, in cemento, in anfora… l’harem che abbiamo sempre sognato, senza l’obbligo della monogamia.

3) Paga il giusto

Diffidate dagli enosnob che “Quando evo in Bovgogna, bevevo solamente Cvistal”. Non esistono solo Armand De Brignac o La Tache. Per bere bene non bisogna necessariamente ipotecare la casa della nonna. Un buon vino non è costoso, ma non è neanche economico. Evitate le offerte 3×2 dei discount, ma divertitevi a scovare quel piccolo produttore che produce 800 bottiglie. Quando diventerà famoso potrete dire “Io c’ero”.

4) Condividi il tuo vino

Il vino è più buono se bevuto in compagnia. Il vino è conviviale, aprire una buona bottiglia con qualche amico è più divertente; degustare insieme è anche un bel modo per dividere le spese di qualche fine wine. Ogni tanto poi, concedevi il privilegio di condividere una bottiglia con voi stessi.

5) Onora il tuo vino

Inutile portare uno Champagne Millesimé 2008 al pranzo dei parenti che commenterebbero con un lacerante “Buono questo Prosecchino!”. Così come sarebbe inutile aprirlo dopo una verticale di Brunello o alle 4 domattina dopo la spaghettata aglio e olio, quando ormai non distinguereste più un Barolo dal Paraflu. Apprezzate e onorate ogni bottiglia come merita.

6) Rispetta il gusto del tuo vicino

Il gusto di ognuno è patrimonio dell’Unesco. Lasciate che il vostro amico che veste come Vinicio Capossela possa deliziarsi del brett, che l’amico barese inneggi San Nicola con un calice di bombino bianco e che l’aspirante influencer beva solo vini francesi. Il nostro gusto evolve lentamente nel tempo, quindi tra qualche anno il karma potrebbe ribaltare il risultato.

7) Goditi ogni sorso di vino come se fosse l’ultimo

I ricordi più belli sono spesso accompagnati da un buon bicchiere di vino. Non continuare ad aspettare l’occasione giusta per aprire il tua miglior etichetta: il solo fatto di aprire quella bottiglia costituisce di per sé un’occasione, anche se lo berrete in un bicchiere di cartone nel peggior bar di Caracas.

8) Bevi senza postare

Qualcuno potrebbe non crederci, ma una buona bottiglia resta buona anche senza essere postata su Instagram, Facebook, X, Threads, TikTok, Linkedin, Tinder, TV Sorrisi e Canzoni, Novella Duemila e Topolino. Provate a degustare un calice senza infestare i social con foto con lo scopo di solleticare i bassi istinti di assettati – e squattrinati – bevitori. I vini che popolano i feed sono atti più a solleticare l’ego del postante che il suo palato.

9) Bevete i vini giovani

Non tutte le bottiglie devono essere ricoperte di ragnatele e polvere prima di essere bevute. Fuggite dalla sindrome di Indiana Jones e apprezzate anche vini che non siano stati riesumati dalla tomba di Tutankhamon. Inoltre non dimenticate che il nostro palato cambia nel tempo e ciò che oggi ci piace tra qualche anno potrebbe non essere più di nostro gradimento. Pensate alla moda di qualche anno di far maturare tutti i bianchi in barrique nuove… quei vini ci piacciono ancora oggi?

10) Rispetta i tuoi limiti

Se ogni tanto è bello lasciarsi cullare dal torpore dell’ebbrezza, rispettiamo i nostri limiti. Pronunciare la famigerata frase “Non berrò mai più” è peccato capitale per il sommelier.

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