Grandi Langhe e il Piemonte del vino si riconferma nel 2026 la vetrina d’eccellenza per le denominazioni piemontesi

La decima edizione di Grandi Langhe e il Piemonte del Vino, evento organizzato dal Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, si è appena conclusa, facendo registrare un grande successo sia in termini di espositori che di pubblico.

La sinergia sviluppata con il Consorzio Piemonte Land of Wine ha reso la manifestazione ancora più attrattiva per i visitatori e ha trasmesso un messaggio di coesione fra i diversi territori.

Il successo di questa decima edizione di Grandi Langhe e il Piemonte del Vino testimonia la forza e la credibilità del nostro territorio”, ha dichiarato Sergio Germano, Presidente del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, che ha poi continuato: “La straordinaria partecipazione degli operatori e l’altissimo livello dei vini presentati confermano come le denominazioni di Langa continuino a essere un punto di riferimento nel panorama mondiale dei grandi vini. Grandi Langhe e il Piemonte del Vino non è solo una vetrina, ma un momento strategico di dialogo e crescita per tutto il sistema vitivinicolo piemontese”.

I numeri della manifestazione


L’ultima edizione della fiera, dedicata a professionisti del mondo enologico e giornalisti, si è tenuta lunedì 26 e martedì 27 gennaio 2026 negli spazi delle OGR Torino. I 515 espositori, provenienti prevalentemente dalle Langhe, anche se non mancavano produttori da tutto il Piemonte, hanno incontrato oltre 6500 operatori del settore italiani ed esteri. Fra questi, buyer, importatori, distributori, rappresentanti della stampa e del comparto HORECA.

La location

Ancora una volta le sale delle OGR Torino si sono dimostrate la cornice perfetta per accogliere i produttori piemontesi e i visitatori provenienti da tutta Italia e da numerosi Paesi esteri.

Il maestoso complesso industriale di fine ottocento nel cuore di Torino, completamente ristrutturato, è passato da ex officina per la riparazione dei treni a nuova officina della cultura contemporanea.

Lo stile urban chic, essenziale ma curato, permette ai visitatori di godere degli ampi spazi, respirando un’atmosfera retrò molto suggestiva.

La struttura, che si estende su una superficie totale di 35.000 mq, di cui 2.700 dedicati a mostre ed eventi, è situata in Corso Castelfidardo 22, a pochi minuti a piedi dalla stazione di Torino Porta Susa.

I territori e i vini presenti

A farla da padroni sono stati sicuramente i vini di Langa, con le due massime espressioni del nobile Nebbiolo: Barolo e Barbaresco. Accanto a essi non sono mancati i territori adiacenti, con i loro preziosi frutti: ogni area vitivinicola del Piemonte è stata degnamente rappresentata da vini di alta qualità e grande piacevolezza.

Ciò ha dato la possibilità ai visitatori di esplorare l’immensa ricchezza di questa regione, non solo apprezzando i “grandi classici”, ma scoprendo anche vitigni autoctoni meno conosciuti, come per esempio Nascetta e Baratuciat, oltre a metodi di vinificazione inusuali.

Gli assaggi più emozionanti

Nell’ampio panorama enologico di altissimo livello offerto da Grandi Langhe e il Piemonte del vino, risulta difficile scegliere solo alcuni fra i numerosi campioni provati.

Tuttavia, alcuni sorsi si sono rivelati particolarmente sorprendenti per il loro carattere:

  • “Bolletta” – Azienda Agricola Passone: se si aggiungono le bolle alla Nascetta che succede? Nasce Bolletta, un raro spumante metodo classico brut, realizzato a partire da questo vitigno a bacca bianca langarolo. Minimo 36 mesi sui lieviti per un risultato davvero inaspettato e super piacevole.

  • “Cyrogrillo” Langhe DOC Rossese Bianco – La Biòca: varietà a bacca bianca diffusa fra Liguria e Langhe. L’esuberante ventaglio aromatico intriga parecchio e in bocca questo vino è equilibrato, elegante ed estremamente beverino. La sua versatilità lo rende adatto proprio a tutte le occasioni.

  • “Basadone” Verduno Pelaverga DOC – Castello di Verduno: vino leggendario, prodotto con un vitigno considerato “minore” per numerosi anni, che invece oggi è in piena riscoperta. Per fortuna, mi sento di aggiungere, perché il Pelaverga ha molto da dire e da dare: chi lo conosce, infatti, sa bene che la bottiglia finisce sempre troppo in fretta.

  • “Altro” Colline Novaresi DOC Nebbiolo – Azienda Agricola dei Cavallini: un’interpretazione tanto inaspettata quanto straordinariamente ben riuscita. È proprio il caso di dire che rappresenta l’“altro” lato del Nebbiolo: quello giovane, sbarazzino, da servire fresco, che profuma di rosa, lampone e che ti fa venire voglia senza sosta del calice successivo.

  • Barolo Meriame DOCG – Paolo Manzone: impossibile non includere almeno un portavoce del re dei vini in questa piccola selezione. Barolo Meriame è la sintesi perfetta fra potenza ed eleganza, fra complessità e facilità di beva. Un suo sorso è un caldo abbraccio che ti accompagna fra le dolci colline di Serralunga d’Alba, mostrandoti la magia che queste terre riescono a racchiudere in bottiglia.

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